La petrolchimica, una delle chiavi dello sviluppo industriale italiano nel secondo dopoguerra del secolo scorso, ha lasciato sul territorio nazionale un’eredità forte, che ha modificato duramente i luoghi sui quali ha impattato. Pensiamo a Marghera, la città giardino veneziana di inizio Novecento, che è stata compromessa dalla costruzione dell’altra Marghera, quella delle raffinerie e delle infrastrutture produttive fuori scala che fanno da sfondo alla silhouette della Serenissima o ricordiamoci di altri impianti simili realizzati, sempre a ridosso di quegli anni, presso vari porti italiani. Poi c’è la situazione nell’entroterra: raffinerie che hanno trovato spazio in luoghi definiti strategici per la loro posizione ideale per ragioni logistiche, ma che hanno creato ampi conflitti con la millenaria dimensione agricola italiana. Un rapporto fatto di contrasti, quello tra le intricate strutture degli impianti petrolchimici e il territorio su cui insistono. Un inserimento forzato, ma tuttavia necessario in cui l’architettura, per il momento, ha avuto poco da dire. Lasciando parlare il linguaggio dell’ingegneria chimica divenuto di fatto forma compiuta.

Musica Nuova, Fuori Tempo - New Music, Timeless Music - 新音乐//无限的乐章

L. M. F. FABRIS
2020-01-01

Abstract

La petrolchimica, una delle chiavi dello sviluppo industriale italiano nel secondo dopoguerra del secolo scorso, ha lasciato sul territorio nazionale un’eredità forte, che ha modificato duramente i luoghi sui quali ha impattato. Pensiamo a Marghera, la città giardino veneziana di inizio Novecento, che è stata compromessa dalla costruzione dell’altra Marghera, quella delle raffinerie e delle infrastrutture produttive fuori scala che fanno da sfondo alla silhouette della Serenissima o ricordiamoci di altri impianti simili realizzati, sempre a ridosso di quegli anni, presso vari porti italiani. Poi c’è la situazione nell’entroterra: raffinerie che hanno trovato spazio in luoghi definiti strategici per la loro posizione ideale per ragioni logistiche, ma che hanno creato ampi conflitti con la millenaria dimensione agricola italiana. Un rapporto fatto di contrasti, quello tra le intricate strutture degli impianti petrolchimici e il territorio su cui insistono. Un inserimento forzato, ma tuttavia necessario in cui l’architettura, per il momento, ha avuto poco da dire. Lasciando parlare il linguaggio dell’ingegneria chimica divenuto di fatto forma compiuta.
2020
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1150451
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