The section of this study on Ignazio Gardella: Other architecture focuses on the home and its interiors — the remodeling and design of apartment interiors — from a general point of view. The theme of home interiors was a major feature of Ignazio Gardella's early career and continued to have a significant role in his work, ultimately involving a great many projects. We have focused on six of these here, three pre-war and three post-war works: the Gardella/Usuelli apartment in Piazzale Aquileia in Milan (1936–42), the Ferrario apartment in Via Mazzini in Busto Arsizio (1937), the Spadacini apartment in Via Mozart in Milan (1941–42), the Tremi apartment in the Park House in Piazza Castello in Milan (1948–53), the Gardella apartment in the Via Marchiondi House in Milan (1949–54), and the Coggi apartment in Via Mascagni in Milan (1956–62). These six projects struck us as interesting and emblematic in a variety of ways. One aspect is their relationship with Milan, the city where these apartments are situated (except the Ferrario apartment). Between the 1930s and 1950s was a difficult but exceptionally fertile period in Milan's history, the site of a vibrant, original exploration in culture, art, and architecture, and a place of trade and dialogue, elegance, business, and internationality that would make it a center of European discourse. Another aspect had to do with the buildings where these interiors were situated. These homes differed in type, character, and their role in the city. In the first three projects chosen, they are buildings in the historic city, two versatile urban villas (Villa Usuelli and Ferrario) on which Gardella worked on the whole villa, and a lovely early 20th-century small rowhouse (Spadacini apartment). In the last three "Modern" homes, they are in two masterpieces by Gardella himself (the Park House and the Via Marchiondi house), and one urban, professional corner building by Luigi Mattioni. Another aspect has to do with the close relationships between client and architect, a significant theme in Gardella's career. they include homes designed for his family and himself (the house in Piazzale Aquileia and the apartment in Via Marchiondi), homes for friends who often became loyal clients for whom he would again work on numerous occasions (the Ferrario, Spadacini, Tremi, and Coggi apartments). His clients were upper-middle-class and cultured, counting industrialists, businesspeople, and professionals, many of whom were collectors attuned to the art of the day. One final aspect is tied to the architectural themes that these projects suggest; we find these six examples significant for reconstructing some of the city's stories and highlighting their continuity with some themes of Gardella's work on the home.

Il saggio affronta il tema degli interni residenziali - la risistemazione e l’allestimento di appartamenti - da un punto di vista generale. Il tema dell’interno domestico ha caratterizzato fortemente la prima parte della carriera di Ignazio Gardella ma ha continuato nel tempo a occupare un ruolo importante nella sua ricerca, fino a contare un numero molto ampio di proposte. I progetti su cui abbiamo concentrato la ricerca sono sei e comprendono tre interventi di prima della guerra e tre interventi dell’immediato dopoguerra: l’appartamento Gardella/Usuelli in piazzale Aquileia a Milano (1936/42), l’appartamento Ferrario in via Mazzini a Busto Arsizio (1937), l’appartamento Spadacini in via Mozart a Milano (1941/42), l’appartamento Tremi nella Casa al Parco in Piazza Castello a Milano (1948/53), l’appartamento Gardella nella Casa di via Marchiondi a Milano (1949-54) e l’appartamento Coggi in via Mascagni a Milano (1956/62). I sei progetti ci sembrano interessanti e emblematici per diversi aspetti. Un primo aspetto è legato al rapporto con la città dove questi interni, salvo l’appartamento Ferrario, si collocano. Milano è, tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, in un momento difficile ma eccezionalmente fertile della sua storia, è il luogo di una ricerca viva e inedita nel campo della cultura, dell’arte, dell’architettura e un luogo di scambio e relazioni, eleganza, imprenditoria e internazionalità che ne faranno un centro del dibattito europeo. Un secondo aspetto è legato agli edifici in cui questi interni si collocano. Case differenti per tipo, carattere e ruolo urbano. Nei primi tre progetti selezionati come oggetto di indagine si tratta di edifici della città storica, due ville urbane eclettiche (villa Usuelli e Ferrario) su cui Gardella interviene complessivamente e una bella palazzina di cortina dell’inizio del Novecento (appartamento Spadacini). Negli ultimi tre di case “Moderne”, due masterpieces dello stesso Gardella (la casa al Parco e la casa di via Marchiondi) e un edificio d’angolo, urbano e professionale, di Luigi Mattioni. Un altro aspetto riguarda le committenze coinvolte, tema importante nella carriera di Gardella, legate a una familiarità tra autore e cliente: case progettate per sé e per la propria famiglia (la casa in piazzale Aquileia e l’appartamento in via Marchiondi), case per amici che diventeranno sovente clienti fedeli e per i quali Gardella lavorerà in numerose occasioni (gli appartamenti Ferrario, Spadacini, Tremi, Coggi). Una committenza altoborghese, colta, di industriali, imprenditori, professionisti, sovente di collezionisti attenti alla ricerca artistica di quegli anni. Un ultimo aspetto è infine legato ai temi d’architettura che questi interventi suggeriscono: i sei esempi ci sembrano significativi per ricostruire alcune storie della città e per mettere in evidenza la continuità di alcune questioni nella ricerca di Gardella sull’abitare.

Altre architetture: spazio e figure dell’abitare/Other architectures: space and figures of the home

Angelo Lorenzi
2020-01-01

Abstract

Il saggio affronta il tema degli interni residenziali - la risistemazione e l’allestimento di appartamenti - da un punto di vista generale. Il tema dell’interno domestico ha caratterizzato fortemente la prima parte della carriera di Ignazio Gardella ma ha continuato nel tempo a occupare un ruolo importante nella sua ricerca, fino a contare un numero molto ampio di proposte. I progetti su cui abbiamo concentrato la ricerca sono sei e comprendono tre interventi di prima della guerra e tre interventi dell’immediato dopoguerra: l’appartamento Gardella/Usuelli in piazzale Aquileia a Milano (1936/42), l’appartamento Ferrario in via Mazzini a Busto Arsizio (1937), l’appartamento Spadacini in via Mozart a Milano (1941/42), l’appartamento Tremi nella Casa al Parco in Piazza Castello a Milano (1948/53), l’appartamento Gardella nella Casa di via Marchiondi a Milano (1949-54) e l’appartamento Coggi in via Mascagni a Milano (1956/62). I sei progetti ci sembrano interessanti e emblematici per diversi aspetti. Un primo aspetto è legato al rapporto con la città dove questi interni, salvo l’appartamento Ferrario, si collocano. Milano è, tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento, in un momento difficile ma eccezionalmente fertile della sua storia, è il luogo di una ricerca viva e inedita nel campo della cultura, dell’arte, dell’architettura e un luogo di scambio e relazioni, eleganza, imprenditoria e internazionalità che ne faranno un centro del dibattito europeo. Un secondo aspetto è legato agli edifici in cui questi interni si collocano. Case differenti per tipo, carattere e ruolo urbano. Nei primi tre progetti selezionati come oggetto di indagine si tratta di edifici della città storica, due ville urbane eclettiche (villa Usuelli e Ferrario) su cui Gardella interviene complessivamente e una bella palazzina di cortina dell’inizio del Novecento (appartamento Spadacini). Negli ultimi tre di case “Moderne”, due masterpieces dello stesso Gardella (la casa al Parco e la casa di via Marchiondi) e un edificio d’angolo, urbano e professionale, di Luigi Mattioni. Un altro aspetto riguarda le committenze coinvolte, tema importante nella carriera di Gardella, legate a una familiarità tra autore e cliente: case progettate per sé e per la propria famiglia (la casa in piazzale Aquileia e l’appartamento in via Marchiondi), case per amici che diventeranno sovente clienti fedeli e per i quali Gardella lavorerà in numerose occasioni (gli appartamenti Ferrario, Spadacini, Tremi, Coggi). Una committenza altoborghese, colta, di industriali, imprenditori, professionisti, sovente di collezionisti attenti alla ricerca artistica di quegli anni. Un ultimo aspetto è infine legato ai temi d’architettura che questi interventi suggeriscono: i sei esempi ci sembrano significativi per ricostruire alcune storie della città e per mettere in evidenza la continuità di alcune questioni nella ricerca di Gardella sull’abitare.
Ignazio Gardella altre architetture/Ignazio Gardella other architectures
978-88-9387-133-4
The section of this study on Ignazio Gardella: Other architecture focuses on the home and its interiors — the remodeling and design of apartment interiors — from a general point of view. The theme of home interiors was a major feature of Ignazio Gardella's early career and continued to have a significant role in his work, ultimately involving a great many projects. We have focused on six of these here, three pre-war and three post-war works: the Gardella/Usuelli apartment in Piazzale Aquileia in Milan (1936–42), the Ferrario apartment in Via Mazzini in Busto Arsizio (1937), the Spadacini apartment in Via Mozart in Milan (1941–42), the Tremi apartment in the Park House in Piazza Castello in Milan (1948–53), the Gardella apartment in the Via Marchiondi House in Milan (1949–54), and the Coggi apartment in Via Mascagni in Milan (1956–62). These six projects struck us as interesting and emblematic in a variety of ways. One aspect is their relationship with Milan, the city where these apartments are situated (except the Ferrario apartment). Between the 1930s and 1950s was a difficult but exceptionally fertile period in Milan's history, the site of a vibrant, original exploration in culture, art, and architecture, and a place of trade and dialogue, elegance, business, and internationality that would make it a center of European discourse. Another aspect had to do with the buildings where these interiors were situated. These homes differed in type, character, and their role in the city. In the first three projects chosen, they are buildings in the historic city, two versatile urban villas (Villa Usuelli and Ferrario) on which Gardella worked on the whole villa, and a lovely early 20th-century small rowhouse (Spadacini apartment). In the last three "Modern" homes, they are in two masterpieces by Gardella himself (the Park House and the Via Marchiondi house), and one urban, professional corner building by Luigi Mattioni. Another aspect has to do with the close relationships between client and architect, a significant theme in Gardella's career. they include homes designed for his family and himself (the house in Piazzale Aquileia and the apartment in Via Marchiondi), homes for friends who often became loyal clients for whom he would again work on numerous occasions (the Ferrario, Spadacini, Tremi, and Coggi apartments). His clients were upper-middle-class and cultured, counting industrialists, businesspeople, and professionals, many of whom were collectors attuned to the art of the day. One final aspect is tied to the architectural themes that these projects suggest; we find these six examples significant for reconstructing some of the city's stories and highlighting their continuity with some themes of Gardella's work on the home.
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