Il contributo restituisce gli esiti di un lavoro svolto nell’ambito di una convenzione stipulata tra il DAStU e il Comune di Lecce grazie alla quale il tema dell’abusivismo edilizio è entrato nelle aule della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano. A partire dall’esperienza didattica sulle marine di Lecce il paper si interroga sul ruolo dell’urbanistica nei territori litoranei compromessi da decenni di edificazione non pianificata. Nello specifico il contributo affronta l’urgenza di un cambio di paradigma fondato sul concetto di arretramento, inteso sia in senso fisico-spaziale – come alleggerimento edilizio delle aree a ridosso di spiagge, cordoni dunali, aree umide, bacini, corsi d’acqua – sia in senso disciplinare, laddove è ragionevole sostenere che proprio nei territori in cui ha evidentemente latitato, l’urbanistica è chiamata a rifondare radicalmente il proprio ruolo civile e sociale, facendosi “arte” di ri-scoperta, ri-narrazione, ri-conquista e tutela attiva di beni pubblici e infrastrutture collettive agro-naturali. Vengono quindi presentate alcune linee di lavoro che si renderebbero necessarie per attuare tale cambio di paradigma. Alcuni estratti degli elaborati prodotti dagli studenti, in coerenza con diversi scenari di modificazione dello status quo, prefigurano processi a medio e lungo termine in cui il ricorso alla demolizione, anche quando rivolto ad ampie porzioni di edificato, è sostenuto dalla costruzione di giochi a somma positiva e di rimessa a valore del patrimonio pubblico e privato anche tramite forme più sostenibili di turismo costiero.

Temi per il progetto urbanistico nei territori dell’abusivismo (II). Arretrare per riconquistare e tutelare i beni pubblici e ridare valore al patrimonio costiero

F. Curci;C. Novak;M. Agresta;D. Simoni
2020-01-01

Abstract

Il contributo restituisce gli esiti di un lavoro svolto nell’ambito di una convenzione stipulata tra il DAStU e il Comune di Lecce grazie alla quale il tema dell’abusivismo edilizio è entrato nelle aule della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano. A partire dall’esperienza didattica sulle marine di Lecce il paper si interroga sul ruolo dell’urbanistica nei territori litoranei compromessi da decenni di edificazione non pianificata. Nello specifico il contributo affronta l’urgenza di un cambio di paradigma fondato sul concetto di arretramento, inteso sia in senso fisico-spaziale – come alleggerimento edilizio delle aree a ridosso di spiagge, cordoni dunali, aree umide, bacini, corsi d’acqua – sia in senso disciplinare, laddove è ragionevole sostenere che proprio nei territori in cui ha evidentemente latitato, l’urbanistica è chiamata a rifondare radicalmente il proprio ruolo civile e sociale, facendosi “arte” di ri-scoperta, ri-narrazione, ri-conquista e tutela attiva di beni pubblici e infrastrutture collettive agro-naturali. Vengono quindi presentate alcune linee di lavoro che si renderebbero necessarie per attuare tale cambio di paradigma. Alcuni estratti degli elaborati prodotti dagli studenti, in coerenza con diversi scenari di modificazione dello status quo, prefigurano processi a medio e lungo termine in cui il ricorso alla demolizione, anche quando rivolto ad ampie porzioni di edificato, è sostenuto dalla costruzione di giochi a somma positiva e di rimessa a valore del patrimonio pubblico e privato anche tramite forme più sostenibili di turismo costiero.
2020
tti della XXII Conferenza Nazionale SIU. L'Urbanistica italiana di fronte all'Agenda 2030. Portare territori e comunità sulla strada della sostenibilità e della resilienza, Matera-Bari 5-6-7 giugno 2019
marine di Lecce
abusivismo edilizio
urbanizzazione costiera
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