Built in the early twentieth century following the dictates of the alienist Giuseppe Antonini and the technical-design capacity of the engineer Gian Battista Cantarutti, the Provincial Psychiatric Hospital of Udine was for decades a valid reference model for Italian mental asylum architecture. His model, however, highlights the full consonance with the most innovative European principles of contemporary frenry, which conceived nosocomes as privileged environments for the care of the sick, in which to carry out careful clinical studies and experiments, also of an anamnic and psychoanalytic type. Resuming the theories of P. Pinel, W. Tuke and V. Chiaruggi, the Udine hospital acquired a vast agricultural colony and other structures in which to practice ergotherapy and, more recently, play therapy. The complex, although it maintains a clear legibility of the founding system, has undergone countless transformations in the past decades, sometimes involving the provincial Technical Office alone, sometimes other studies by external professionals, such as the engineers Rinoldi and Treu, who studied a master plan of accommodation in the late 1950s and early 1960s.

Realizzato nei primi anni del XX secolo seguendo i dettami dell’alienista Giuseppe Antonini e la capacità tecnico-progettuale dell’ingegner Gian Battista Cantarutti, l’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Udine costituì per decenni un valido modello di riferimento per l’architettura manicomiale italiana. Il suo modello, tuttavia, evidenzia la piena consonanza ai più innovativi principi europei della freniatria contemporanea, che concepiva i nosocomi come ambienti privilegiati per la cura dei malati, in cui eseguire attenti studi clinici e sperimentazioni, anche di tipo anamnico e psicoanalitico. Riprendendo le teorie di P. Pinel, W. Tuke e V. Chiaruggi, il nosocomio udinese si dotò ben presto di una vasta colonia agricola e di altre strutture in cui praticare l’ergoterapia e, in epoca più recente, la ludoterapia. Il complesso, benché conservi chiara leggibilità di impianto fondativo, è stato oggetto di innumerevoli interventi di trasformazione nei decenni scorsi, coinvolgendo per la progettazione talvolta il solo Ufficio Tecnico provinciale, talaltra studi di professionisti esterni, come nel caso degli ingegneri Rinoldi e Treu, che hanno studiato un piano generale di sistemazione tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta.

L’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Udine: matrice architettonica di numerosi nosocomi novecenteschi

Ferdinando Zanzottera
2019

Abstract

Built in the early twentieth century following the dictates of the alienist Giuseppe Antonini and the technical-design capacity of the engineer Gian Battista Cantarutti, the Provincial Psychiatric Hospital of Udine was for decades a valid reference model for Italian mental asylum architecture. His model, however, highlights the full consonance with the most innovative European principles of contemporary frenry, which conceived nosocomes as privileged environments for the care of the sick, in which to carry out careful clinical studies and experiments, also of an anamnic and psychoanalytic type. Resuming the theories of P. Pinel, W. Tuke and V. Chiaruggi, the Udine hospital acquired a vast agricultural colony and other structures in which to practice ergotherapy and, more recently, play therapy. The complex, although it maintains a clear legibility of the founding system, has undergone countless transformations in the past decades, sometimes involving the provincial Technical Office alone, sometimes other studies by external professionals, such as the engineers Rinoldi and Treu, who studied a master plan of accommodation in the late 1950s and early 1960s.
Realizzato nei primi anni del XX secolo seguendo i dettami dell’alienista Giuseppe Antonini e la capacità tecnico-progettuale dell’ingegner Gian Battista Cantarutti, l’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Udine costituì per decenni un valido modello di riferimento per l’architettura manicomiale italiana. Il suo modello, tuttavia, evidenzia la piena consonanza ai più innovativi principi europei della freniatria contemporanea, che concepiva i nosocomi come ambienti privilegiati per la cura dei malati, in cui eseguire attenti studi clinici e sperimentazioni, anche di tipo anamnico e psicoanalitico. Riprendendo le teorie di P. Pinel, W. Tuke e V. Chiaruggi, il nosocomio udinese si dotò ben presto di una vasta colonia agricola e di altre strutture in cui praticare l’ergoterapia e, in epoca più recente, la ludoterapia. Il complesso, benché conservi chiara leggibilità di impianto fondativo, è stato oggetto di innumerevoli interventi di trasformazione nei decenni scorsi, coinvolgendo per la progettazione talvolta il solo Ufficio Tecnico provinciale, talaltra studi di professionisti esterni, come nel caso degli ingegneri Rinoldi e Treu, che hanno studiato un piano generale di sistemazione tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta.
Udine
Mental hospital
Psychiatric Hospital
Ospedali psichiatrici
Manicomi
Architettura sociale
Architettura sanitaria
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L’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Udine Rivista ISAL n 27 - Bassa ris.pdf

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