La presenza di aree ed edifici inutilizzati o sottoutilizzati all’interno dei tessuti urbani e dei territori contemporanei occidentali, in particolare europei, rappresenta una delle ragioni che concorrono al verificarsi di fenomeni di degrado fisico dei luoghi segnati dalla loro presenza, ma si configura simultaneamente come un’occasione per il loro miglioramento. Offre la possibilità di ripensare gli strumenti propri del progetto architettonico e urbano, e le diverse forme di riuso, modificazione e rigenerazione attraverso le quali possono essere avviati processi trasformativi a partire da ciò che già c’è: un patrimonio composto da aree residuali ed edifici, infrastrutture e manufatti industriali che hanno perso il proprio ruolo e che si configurano oggi come spazi in attesa e come risorse da riattivare attraverso processi trasformativi. È in relazione a questo patrimonio eterogeneo che possono essere messe a punto specifiche strategie di intervento, alle diverse scale, volte alla sua riattivazione entro un quadro orientato verso un ripensamento della nozione di crescita come sempre più prossima a quella di trasformazione. Le due recenti edizioni del concorso internazionale Reinventer Paris e il progetto didattico Ri-formare Milano, promosso dalla Scuola di Architettura del Politecnico di Milano, sono assunti come casi studio attraverso i quali mettere in evidenza le potenzialità di un approccio progettuale orientato verso il costruire sul costruito, che concorre a restituirci narrazioni descrittive ed interpretative delle città contemporanee.

Forme di riuso, modificazione e rigenerazione. Costruire sul costruito attraverso il progetto architettonico e urbano

E. Fontanella
2019

Abstract

La presenza di aree ed edifici inutilizzati o sottoutilizzati all’interno dei tessuti urbani e dei territori contemporanei occidentali, in particolare europei, rappresenta una delle ragioni che concorrono al verificarsi di fenomeni di degrado fisico dei luoghi segnati dalla loro presenza, ma si configura simultaneamente come un’occasione per il loro miglioramento. Offre la possibilità di ripensare gli strumenti propri del progetto architettonico e urbano, e le diverse forme di riuso, modificazione e rigenerazione attraverso le quali possono essere avviati processi trasformativi a partire da ciò che già c’è: un patrimonio composto da aree residuali ed edifici, infrastrutture e manufatti industriali che hanno perso il proprio ruolo e che si configurano oggi come spazi in attesa e come risorse da riattivare attraverso processi trasformativi. È in relazione a questo patrimonio eterogeneo che possono essere messe a punto specifiche strategie di intervento, alle diverse scale, volte alla sua riattivazione entro un quadro orientato verso un ripensamento della nozione di crescita come sempre più prossima a quella di trasformazione. Le due recenti edizioni del concorso internazionale Reinventer Paris e il progetto didattico Ri-formare Milano, promosso dalla Scuola di Architettura del Politecnico di Milano, sono assunti come casi studio attraverso i quali mettere in evidenza le potenzialità di un approccio progettuale orientato verso il costruire sul costruito, che concorre a restituirci narrazioni descrittive ed interpretative delle città contemporanee.
Atti della XXI Conferenza Nazionale SIU. Confini, movimenti, luoghi. Politiche e progetti per città e territori in transizione, Firenze, 6-8 giugno 2018
9788899237172
urban regeneration, brownfields, heritage
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