Riscoperto nel 1416 dall’umanista Poggio Bracciolini nella biblioteca del monastero svizzero di san Gallo, il "De Architectura" di Marco Vitruvio Pollione costituì un testo imprescindibile per gli architetti del Rinascimento. Scritto nel I sec. a. C. da un tecnico di formazione dotta e militare, dopo aver circolato nel XV sec. in forma manoscritta, ebbe l’editio princeps nel 1486 a cura di Giovanni Sulpizio da Veroli. Giovanni Giocondo (meglio noto come Fra Giocondo, Verona ante 1434 – Roma 1515), attestato sin da 1489 come esperto di architettura antica, ne curò la prima edizione illustrata, ma ancora in latino. Infatti, nel 1511, l’editore Giovanni da Cerreto detto Tacuino chiese un privilegio per stampare il "De architectura", dedicato a papa Giulio II della Rovere in previsione di un desiderato trasferimento a Roma. Nel 1513 Giovanni pubblicò una nuova edizione, sempre illustrata, ma in ottavo e dedicata a Giuliano de’ Medici. In entrambi i casi l’obiettivo fu quello di emendare il testo per facilitarne la comprensione e renderne più immediata l’applicazione nella pratica. Le illustrazioni, che per la prima volta corredavano le edizioni vitruviane, contribuivano alla migliore comprensione del testo. I soggetti da riprodurre furono scelti con riferimento ai temi più utili per l’architettura del tempo: la casa, diversi tipi di edifici antichi (compreso il teatro), le tecniche costruttive, le macchine da cantiere, gli strumenti di misura e gli ordini architettonici.

Vitruvius Pollio … M. Vitruvius per Iocundum solito castigator factus cum figuris et tabula vitam legi et intelligi possit … 1511 [scheda 126]

C. Togliani
2019

Abstract

Riscoperto nel 1416 dall’umanista Poggio Bracciolini nella biblioteca del monastero svizzero di san Gallo, il "De Architectura" di Marco Vitruvio Pollione costituì un testo imprescindibile per gli architetti del Rinascimento. Scritto nel I sec. a. C. da un tecnico di formazione dotta e militare, dopo aver circolato nel XV sec. in forma manoscritta, ebbe l’editio princeps nel 1486 a cura di Giovanni Sulpizio da Veroli. Giovanni Giocondo (meglio noto come Fra Giocondo, Verona ante 1434 – Roma 1515), attestato sin da 1489 come esperto di architettura antica, ne curò la prima edizione illustrata, ma ancora in latino. Infatti, nel 1511, l’editore Giovanni da Cerreto detto Tacuino chiese un privilegio per stampare il "De architectura", dedicato a papa Giulio II della Rovere in previsione di un desiderato trasferimento a Roma. Nel 1513 Giovanni pubblicò una nuova edizione, sempre illustrata, ma in ottavo e dedicata a Giuliano de’ Medici. In entrambi i casi l’obiettivo fu quello di emendare il testo per facilitarne la comprensione e renderne più immediata l’applicazione nella pratica. Le illustrazioni, che per la prima volta corredavano le edizioni vitruviane, contribuivano alla migliore comprensione del testo. I soggetti da riprodurre furono scelti con riferimento ai temi più utili per l’architettura del tempo: la casa, diversi tipi di edifici antichi (compreso il teatro), le tecniche costruttive, le macchine da cantiere, gli strumenti di misura e gli ordini architettonici.
978-88-572-4065-7
Stanza di Eliodoro, Palazzo Vaticano, Roma
Storia dell'Architettura
Storia dell'Editoria
Vitruvius Pollio (Marco Vitruvio Pollione), architetto, ingegnere, trattatista
Poggio Bracciolini, umanista, epigrafista
Abbazia di San Gallo, Svizzera
Giovanni Giocondo (Fra Giocondo), architetto, trattatista
Giovanni da Cerreto (Tacuino), editore
Aldo Manuzio, editore
Giulio II (Giuliano della Rovere), papa
Roma
Raffaele Riario, cardinale, cancelliere
Palazzo Riario (la Cancelleria), Roma
Basilica di San Pietro, Roma
Raffaello Sanzio, pittore, architetto
Giuliano de Medici
Antonio da Sangallo il Giovane, architetto
Palazzo Farnese, Roma
Villa Madama, Roma
Michele Sanmicheli, architetto
Giulio Romano, pittore, architetto
Palazzo Te, Mantova
Palazzo Thiene, Vicenza
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