By simulating the functioning of other machines, computers challenge the assumption, on which the Modern tradition was built, of a unique relationship between form and function. As well as the primacy of simplicity (–) over complexity (+), emblematically summarised by the Miesian motto “less is more”. After the advent of the smartphone, a hand-held computer, the transition towards a digital world seems completed. Whole types of artefacts and services converge upon the screen of this newcomer, while others go through a substantial process of adaptation. Objects have to be connected, consequently their value and meaning shift from the physical world to the web. Due to its “invisible” nature this new technology does not affect the «formal properties» of products, rather it changes the way they interact with users, that becomes increasingly intuitive and direct. Both emblem and actuator of the digital world, the smartphone embodies the new features: the complexity of technological apparatus and of digital codes coexist, in the artefact, with formal cleanliness, clear communication and ease of use. We can also see new forms of customization that overcome the distinctions between high and low culture, as in the case of the cover. Thus, in the new paradigm, the previous opposition between simplicity and complexity becomes an equal relation- ship, and the categories of (+) and (–) coexist. This new perspective, generates conflicting reactions, on the one hand the acknowledgement of the breadth of this trans- formation, on the other the difficulty of understanding the character of new products and contexts, and the complaint about pauperisation of the universe of objects. Above all, a full understanding of the role of digital technology within society is crucial: we can grasp unprecedented opportunities, but also run tremendous risks. A double commitment is required of the design community: as designers we have to grasp the opportunities, as citizens we have to neutralise risks.

Il computer, macchina che simula il funzionamento di altre macchine, mette in crisi l’univocità del rapporto forma-funzione che struttura la tradizione del Moderno, così come il primato della semplicità (–) sulla complessità (+), emblematicamente espressa dal motto miesiano “less is more”. Con la comparsa dello smartphone – computer da tenere in mano – la transizione verso un mondo digitalizzato appare completa. Intere categorie di artefatti e servizi convergono sul display del nuovo arrivato. Mentre altre affrontano un radicale processo di adattamento. La connessione modifica la natura degli oggetti spostandone il senso dalla società alla rete, ma la natura “invisibile” della tecnologia non riguarda tanto le “proprietà formali” dei prodotti, quanto le modalità di interazione con l’utente, che si caratterizzano per un approccio volutamente intuitivo e immediato. Lo smartphone, insieme emblema e attuatore del mondo digitale, ne evidenzia i caratteri: la complessità degli apparati tecnologici e dei codici informatici convive nell’artefatto con la pulizia formale, la chiarezza comunicativa e la facilità d’uso. C’è spazio anche per forme di personalizzazione che superano le distinzioni tra cultura alta e bassa, come nel caso della cover. Così, nel nuovo paradigma, la relazione tra semplicità e complessità da antitetica diviene paritetica e le categorie del (+) e del (–) coesistono. Tale mutata prospettiva genera reazioni contrastanti, dal riconoscimento della portata della trasformazione, alla difficoltà di interpretazione del carattere di nuovi prodotti e contesti, alla denuncia dell’impoverimento dell’universo oggettuale. Soprattutto emerge l’urgenza di una riflessione sul ruolo della tecnologia digitale nel complesso sociale: si possono riconoscere formidabili opportunità, ma anche enormi rischi. Alla comunità del design si richiede un duplice impegno: in campo disciplinare quello di cogliere le opportunità, in campo sociale e civile quello di neutralizzare i rischi.

Il design dopo lo smartphone / Designing after the advent of the smartphone

L. Guerrini
2018

Abstract

Il computer, macchina che simula il funzionamento di altre macchine, mette in crisi l’univocità del rapporto forma-funzione che struttura la tradizione del Moderno, così come il primato della semplicità (–) sulla complessità (+), emblematicamente espressa dal motto miesiano “less is more”. Con la comparsa dello smartphone – computer da tenere in mano – la transizione verso un mondo digitalizzato appare completa. Intere categorie di artefatti e servizi convergono sul display del nuovo arrivato. Mentre altre affrontano un radicale processo di adattamento. La connessione modifica la natura degli oggetti spostandone il senso dalla società alla rete, ma la natura “invisibile” della tecnologia non riguarda tanto le “proprietà formali” dei prodotti, quanto le modalità di interazione con l’utente, che si caratterizzano per un approccio volutamente intuitivo e immediato. Lo smartphone, insieme emblema e attuatore del mondo digitale, ne evidenzia i caratteri: la complessità degli apparati tecnologici e dei codici informatici convive nell’artefatto con la pulizia formale, la chiarezza comunicativa e la facilità d’uso. C’è spazio anche per forme di personalizzazione che superano le distinzioni tra cultura alta e bassa, come nel caso della cover. Così, nel nuovo paradigma, la relazione tra semplicità e complessità da antitetica diviene paritetica e le categorie del (+) e del (–) coesistono. Tale mutata prospettiva genera reazioni contrastanti, dal riconoscimento della portata della trasformazione, alla difficoltà di interpretazione del carattere di nuovi prodotti e contesti, alla denuncia dell’impoverimento dell’universo oggettuale. Soprattutto emerge l’urgenza di una riflessione sul ruolo della tecnologia digitale nel complesso sociale: si possono riconoscere formidabili opportunità, ma anche enormi rischi. Alla comunità del design si richiede un duplice impegno: in campo disciplinare quello di cogliere le opportunità, in campo sociale e civile quello di neutralizzare i rischi.
By simulating the functioning of other machines, computers challenge the assumption, on which the Modern tradition was built, of a unique relationship between form and function. As well as the primacy of simplicity (–) over complexity (+), emblematically summarised by the Miesian motto “less is more”. After the advent of the smartphone, a hand-held computer, the transition towards a digital world seems completed. Whole types of artefacts and services converge upon the screen of this newcomer, while others go through a substantial process of adaptation. Objects have to be connected, consequently their value and meaning shift from the physical world to the web. Due to its “invisible” nature this new technology does not affect the «formal properties» of products, rather it changes the way they interact with users, that becomes increasingly intuitive and direct. Both emblem and actuator of the digital world, the smartphone embodies the new features: the complexity of technological apparatus and of digital codes coexist, in the artefact, with formal cleanliness, clear communication and ease of use. We can also see new forms of customization that overcome the distinctions between high and low culture, as in the case of the cover. Thus, in the new paradigm, the previous opposition between simplicity and complexity becomes an equal relation- ship, and the categories of (+) and (–) coexist. This new perspective, generates conflicting reactions, on the one hand the acknowledgement of the breadth of this trans- formation, on the other the difficulty of understanding the character of new products and contexts, and the complaint about pauperisation of the universe of objects. Above all, a full understanding of the role of digital technology within society is crucial: we can grasp unprecedented opportunities, but also run tremendous risks. A double commitment is required of the design community: as designers we have to grasp the opportunities, as citizens we have to neutralise risks.
smartphone
aesthetics
function
society
digital technology
estetica
funzione
società
tecnologia digitale
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