Le realtà territoriali contemporanee sono coinvolte in trasformazioni che modificano il senso di appartenenza e il concetto di dimora, con un impatto che può condurre al degrado dei valori condivisi e alla stratificazione confusa delle identità compresenti. Allo stesso tempo l'industria turistica registra un vivo interesse verso le mete minori e una progressiva segmentazione della domanda. Accanto al turismo culturale (Martelloni, 2007), che riguarda anche il piacere di immergersi nello stile di vita locale e in tutto ciò che costituisce l’identità e il carattere di un luogo, permane e si rafforza un turismo di tipo motivazionale (MacCannell, 1976), rinnovato nella caratteristica ricerca di esperienze autentiche e di emozioni memorabili, al di fuori dallo stereotipo e del turismo di massa. Intanto all’identità forte, unica e totalizzante, obiettivo della tradizionale immagine di marca e fortemente attrattiva, non compete più la polifonica identità delle realtà territoriali. Le criticità mettono dunque a dura prova proprio le realtà minori, in evidente emergenza identitaria, alle quali si devono risposte responsabili. Molte periferie urbane e piccoli centri storici sono di esempio. Il design della comunicazione per il territorio necessita di nuovi paradigmi; occorre che funzioni da “dispositivo di decodifica” (Baule, et al., 2016) per individuare contenuti trasmissibili e documenti altrimenti non accessibili. Occorre assuma il ruolo di facilitatore registico e di mediatore, consentendo l’interazione con dispositivi e interfacce che hanno lo scopo della diffusione e della condivisione di differenti culture e saperi. I territori e l’industria del turismo richiedono un progetto comunicativo capace di arricchire e modificare l’esperienza percettiva di abitanti e viaggiatori, restituendo significato e consapevolezza. Comunicare è l’azione del mettere in comune, è un atto interpretativo che si compie solo attraverso linguaggi condivisi: è traduzione. Comunicazione e traduzione sono processi che s’intersecano: permettono il trasferimento di un messaggio da una lingua di partenza a una d’arrivo, da una cultura a un’altra, da un sistema di segni ad altri. L’“accesso comunicativo” è quindi design della comunicazione, perché traduce in linguaggi condivisibili i contenuti riferiti a identità e alterità stratificate nei luoghi: lo scopo è rafforzare la connessione tra le culture e il territorio. Il punto di vista del designer della comunicazione è attivo e coinvolgente: il territorio e il paesaggio rappresentano luoghi da praticare e scoprire con intento performativo, non solo spettacoli da osservare a distanza.

Interpretare i paesaggi. Il punto di vista traduttivo del design

Daniela Calabi
2018

Abstract

Le realtà territoriali contemporanee sono coinvolte in trasformazioni che modificano il senso di appartenenza e il concetto di dimora, con un impatto che può condurre al degrado dei valori condivisi e alla stratificazione confusa delle identità compresenti. Allo stesso tempo l'industria turistica registra un vivo interesse verso le mete minori e una progressiva segmentazione della domanda. Accanto al turismo culturale (Martelloni, 2007), che riguarda anche il piacere di immergersi nello stile di vita locale e in tutto ciò che costituisce l’identità e il carattere di un luogo, permane e si rafforza un turismo di tipo motivazionale (MacCannell, 1976), rinnovato nella caratteristica ricerca di esperienze autentiche e di emozioni memorabili, al di fuori dallo stereotipo e del turismo di massa. Intanto all’identità forte, unica e totalizzante, obiettivo della tradizionale immagine di marca e fortemente attrattiva, non compete più la polifonica identità delle realtà territoriali. Le criticità mettono dunque a dura prova proprio le realtà minori, in evidente emergenza identitaria, alle quali si devono risposte responsabili. Molte periferie urbane e piccoli centri storici sono di esempio. Il design della comunicazione per il territorio necessita di nuovi paradigmi; occorre che funzioni da “dispositivo di decodifica” (Baule, et al., 2016) per individuare contenuti trasmissibili e documenti altrimenti non accessibili. Occorre assuma il ruolo di facilitatore registico e di mediatore, consentendo l’interazione con dispositivi e interfacce che hanno lo scopo della diffusione e della condivisione di differenti culture e saperi. I territori e l’industria del turismo richiedono un progetto comunicativo capace di arricchire e modificare l’esperienza percettiva di abitanti e viaggiatori, restituendo significato e consapevolezza. Comunicare è l’azione del mettere in comune, è un atto interpretativo che si compie solo attraverso linguaggi condivisi: è traduzione. Comunicazione e traduzione sono processi che s’intersecano: permettono il trasferimento di un messaggio da una lingua di partenza a una d’arrivo, da una cultura a un’altra, da un sistema di segni ad altri. L’“accesso comunicativo” è quindi design della comunicazione, perché traduce in linguaggi condivisibili i contenuti riferiti a identità e alterità stratificate nei luoghi: lo scopo è rafforzare la connessione tra le culture e il territorio. Il punto di vista del designer della comunicazione è attivo e coinvolgente: il territorio e il paesaggio rappresentano luoghi da praticare e scoprire con intento performativo, non solo spettacoli da osservare a distanza.
D4T – Design Per I Territori. Approcci, metodi, esperienze.
9788899854614
design della comunicazione, identità dei luoghi, traduzione, paesaggio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11311/1117582
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