Il sistema di copertura continua, molto diffuso in Italia e nel mondo, ha presentato negli anni e presenta ancor oggi delle difettosità che lo portano a essere considerato come un sistema vulnerabile. Nela realtà delle cose, l’attività di ricerca che ha riguardato coperture realizzate con l’elemento di tenuta a base bitume polimero, e ha portato alla redazione di questo testo, accompagnata anche da dati statistici (FONTE: ASSIMP), ha permesso di rilevare come, in una buona parte dei casi, tale vulnerabilità è data non dai materiali utilizzati, ma da errori commessi sia durante la fase di progettazione sia in quella di esecuzione. L’attività di ricerca ha riguardato un numero molto elevato di coperture continue (circa 1000) distribuite su tutto il territorio nazionale ed eseguite negli ultimi trent’anni. I modi di guasto individuati riguardano sia la parte corrente che i dettagli costruttivi. Per quanto riguarda la parte corrente, i difetti presenti sono connessi sia a errate sequenze di elementi e strati, sia all’utilizzo di materiali con caratteristiche non compatibili con il funzionamento a sistema della copertura. Tale attività ha, ulteriormente, mostrato che la maggior parte dei guasti interessano i cosiddetti “dettagli costruttivi” che, anche se in termini di superficie, occupano uno spazio molto limitato, in realtà sono forieri di molteplici modi di guasto. I dettagli costruttivi maggiormente interessati dai modi di guasto sono: • il bocchettone di raccolta delle acque meteoriche; • le soglie; • i grigliati; • le intersezioni con tubazioni. In generale si può affermare che manca una cultura generale che sottolinei l’importanza del progetto esecutivo sia in parte corrente sia di dettaglio e della sua significatività in termini di funzionamento dell’edificio. Dalla ricerca effettuata si può dimostrare, inoltre, che questa mancanza di cultura progettuale abbia come base la non comprensione che il progetto di una copertura non può essere limitato solamente alla necessità di “tenere all’acqua” e che, quindi, l’unica prestazione che deve essere progettata sia questa, con l’ovvia conseguenza che sembri sufficiente utilizzare una (qualunque) membrana impermeabilizzante per avere completato il progetto ma che il progetto di una copertura deve comprendere anche valutazioni sul comportamento meccanico globale (oltre a quello prettamente strutturale), termico, radiativo, chimico e fisico. A solo titolo di esempio, la foratura delle membrana impermeabilizzante per azione dei fissaggi meccanici è dovuta alla non valutazione (e, quindi, non progettazione) della deformazione dell’elemento isolante a compressione. Un altro esempio individuato è connesso all’assenza di valutazione delle dilatazioni termiche di una pavimentazione che portano quest’ultima a comprimere e, quindi, a punzonare, il risvolto verticale della membrana impermeabilizzante. A completamento degli esempi si mette in evidenza che non sono pochi i difetti attivati anche per mancanza di una corretta esecuzione della membrana impermeabilizzante: anche se il “modo di guasto” è riconducibile semplicemente all’utilizzo di procedure di saldatura non idonee, nella realtà delle cose, queste sono molto diffuse, in termini statistici. La qualificazione delle procedure di progettazione (si veda, a esempio, il supporto dato dalla UNI 11345. Attività di controllo per le fasi di progetto, esecuzione e gestione di coperture continue) e di esecuzione (si vadano le norme 11333-1. Posa di membrane flessibili per impermeabilizzazione - Formazione e qualificazione degli addetti - Parte 1: Processo e responsabilità; 11333-2. Posa di membrane flessibili per impermeabilizzazione - Formazione e qualificazione degli addetti - Parte 2: Prova di abilitazione alla posa di membrane bituminose e 11333-3. Posa di membrane flessibili per impermeabilizzazione - Formazione e qualificazione degli addetti - Parte 3: Prova di abilitazione alla posa di membrane sintetiche di PVC o TPO) vanno proprio nella direzione di questo incremento della cultura progettuale ed esecutiva. L’assenza di progetto porta sia all’attivazione di modi di guasto sia alla non comprensione delle modalità di risoluzione degli stessi con la conseguenza che il difetto permane, in alcuni casi rimane senza effetti evidenti per un certo periodo di tempo e poi si rimanifesta. Ciò comporta un notevole consumo di risorse in termini di tempo e di denaro che, certamente, non è compatibili con le corrette modalità di gestione di una procedura di risoluzione del danno. Si ricorda anche che, in molti casi, la presenza di difetti attiva contenzioni, con costi sociali evidenti. Si è voluto strutturare l’analisi dei modi di gusto in modo sistematico, sulla base anche di quanto definito dal CIB (International Council for Building) W086 Building Pathology) rappresentandola mediante schede ove si è mostrato, oltre che il meccanismo che ha portato il sistema a guastarsi, anche il difetto. A completamento di ciascuna scheda sono indicate alcune strategie e alcune possibili soluzioni di intervento.

Patologia e diagnostica delle coperture continue

Croce, Sergio;Fiori, Matteo
2019

Abstract

Il sistema di copertura continua, molto diffuso in Italia e nel mondo, ha presentato negli anni e presenta ancor oggi delle difettosità che lo portano a essere considerato come un sistema vulnerabile. Nela realtà delle cose, l’attività di ricerca che ha riguardato coperture realizzate con l’elemento di tenuta a base bitume polimero, e ha portato alla redazione di questo testo, accompagnata anche da dati statistici (FONTE: ASSIMP), ha permesso di rilevare come, in una buona parte dei casi, tale vulnerabilità è data non dai materiali utilizzati, ma da errori commessi sia durante la fase di progettazione sia in quella di esecuzione. L’attività di ricerca ha riguardato un numero molto elevato di coperture continue (circa 1000) distribuite su tutto il territorio nazionale ed eseguite negli ultimi trent’anni. I modi di guasto individuati riguardano sia la parte corrente che i dettagli costruttivi. Per quanto riguarda la parte corrente, i difetti presenti sono connessi sia a errate sequenze di elementi e strati, sia all’utilizzo di materiali con caratteristiche non compatibili con il funzionamento a sistema della copertura. Tale attività ha, ulteriormente, mostrato che la maggior parte dei guasti interessano i cosiddetti “dettagli costruttivi” che, anche se in termini di superficie, occupano uno spazio molto limitato, in realtà sono forieri di molteplici modi di guasto. I dettagli costruttivi maggiormente interessati dai modi di guasto sono: • il bocchettone di raccolta delle acque meteoriche; • le soglie; • i grigliati; • le intersezioni con tubazioni. In generale si può affermare che manca una cultura generale che sottolinei l’importanza del progetto esecutivo sia in parte corrente sia di dettaglio e della sua significatività in termini di funzionamento dell’edificio. Dalla ricerca effettuata si può dimostrare, inoltre, che questa mancanza di cultura progettuale abbia come base la non comprensione che il progetto di una copertura non può essere limitato solamente alla necessità di “tenere all’acqua” e che, quindi, l’unica prestazione che deve essere progettata sia questa, con l’ovvia conseguenza che sembri sufficiente utilizzare una (qualunque) membrana impermeabilizzante per avere completato il progetto ma che il progetto di una copertura deve comprendere anche valutazioni sul comportamento meccanico globale (oltre a quello prettamente strutturale), termico, radiativo, chimico e fisico. A solo titolo di esempio, la foratura delle membrana impermeabilizzante per azione dei fissaggi meccanici è dovuta alla non valutazione (e, quindi, non progettazione) della deformazione dell’elemento isolante a compressione. Un altro esempio individuato è connesso all’assenza di valutazione delle dilatazioni termiche di una pavimentazione che portano quest’ultima a comprimere e, quindi, a punzonare, il risvolto verticale della membrana impermeabilizzante. A completamento degli esempi si mette in evidenza che non sono pochi i difetti attivati anche per mancanza di una corretta esecuzione della membrana impermeabilizzante: anche se il “modo di guasto” è riconducibile semplicemente all’utilizzo di procedure di saldatura non idonee, nella realtà delle cose, queste sono molto diffuse, in termini statistici. La qualificazione delle procedure di progettazione (si veda, a esempio, il supporto dato dalla UNI 11345. Attività di controllo per le fasi di progetto, esecuzione e gestione di coperture continue) e di esecuzione (si vadano le norme 11333-1. Posa di membrane flessibili per impermeabilizzazione - Formazione e qualificazione degli addetti - Parte 1: Processo e responsabilità; 11333-2. Posa di membrane flessibili per impermeabilizzazione - Formazione e qualificazione degli addetti - Parte 2: Prova di abilitazione alla posa di membrane bituminose e 11333-3. Posa di membrane flessibili per impermeabilizzazione - Formazione e qualificazione degli addetti - Parte 3: Prova di abilitazione alla posa di membrane sintetiche di PVC o TPO) vanno proprio nella direzione di questo incremento della cultura progettuale ed esecutiva. L’assenza di progetto porta sia all’attivazione di modi di guasto sia alla non comprensione delle modalità di risoluzione degli stessi con la conseguenza che il difetto permane, in alcuni casi rimane senza effetti evidenti per un certo periodo di tempo e poi si rimanifesta. Ciò comporta un notevole consumo di risorse in termini di tempo e di denaro che, certamente, non è compatibili con le corrette modalità di gestione di una procedura di risoluzione del danno. Si ricorda anche che, in molti casi, la presenza di difetti attiva contenzioni, con costi sociali evidenti. Si è voluto strutturare l’analisi dei modi di gusto in modo sistematico, sulla base anche di quanto definito dal CIB (International Council for Building) W086 Building Pathology) rappresentandola mediante schede ove si è mostrato, oltre che il meccanismo che ha portato il sistema a guastarsi, anche il difetto. A completamento di ciascuna scheda sono indicate alcune strategie e alcune possibili soluzioni di intervento.
Dario Flaccovio Editore srl
9788857909318
Patologia, Copertura continue, Diagnostica
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Descrizione: Il sistema di copertura continua, molto diffuso in Italia e nel mondo, ha presentato negli anni e presenta ancor oggi delle difettosità che lo portano a essere considerato come un sistema vulnerabile. L’attività di ricerca ha riguardato un numero molto elevato di coperture continue (circa 1000) distribuite su tutto il territorio nazionale ed eseguite negli ultimi trent’anni. Questa indagine conoscitiva ha permesso di rilevare come, nella maggior parte dei casi, tale vulnerabilità è data non dai materiali utilizzati, ma da errori commessi sia durante la fase di esecuzione, sia soprattutto durante la fase di progettazione. In generale si può affermare che manca una cultura generale che sottolinei l’importanza del progetto esecutivo sia in parte corrente (ovvero la parte di superficie non interessata da particolari esecutivi) sia di dettaglio e della sua significatività in termini di funzio-namento dell’edificio. Dalla ricerca effettuata si può dimostrare, inoltre, che questa mancanza di cultura pro-gettuale si
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11311/1086188
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