In Italia si definiscono «Grandi Strutture di Vendita (GSV)» gli esercizi commerciali – sia organizzati in forma singola (Punti vendita monomarca) che unitaria (centri commerciali, parchi commerciali e Factory Outlet Center) – che hanno una superficie di vendita superiore ai 2500 mq nei comuni con popolazione superiore ai 10’000 abitanti e superficie di vendita superiore ai 1500 mq nei comuni con popolazione inferiore (v. Decreto legislativo 114/98, art. 4, comma 1, lett. f). Tale definizione identifica in un’unica categoria un sistema articolato ed eterogeneo di strutture che, nei territori in cui sono insediate, hanno impatti e ruoli molto diversi. Negli ultimi anni, diverse ricerche e studi sviluppati nel contesto del Laboratorio URB&COM del Politecnico di Milano [1] (Paris & Limonta, 2019; Paris, 2014; Tamini, 2012) hanno approfondito il tema e provato a costruire nuove categorie interpretative con cui osservare le GSV, definendole in funzione del format proposto, dell’assortimento, della localizzazione, o del loro ruolo nel territorio o dello stato di esercizio dell’attività. Il presente contributo si inserisce nella scia di questi approfondimenti e li aggiorna rispetto alle più recenti evoluzioni che stanno sperimentando tali strutture. Queste letture rappresentano un patrimonio prezioso per comprendere i fenomeni in atto e per costruire scenari. Entrambi questi processi sono alla base dell’elaborazione di strategie ed azioni di governo del territorio attente sia alle necessità dei contesti ai quali si rivolgono sia delle iniziative imprenditoriali del settore commerciale, aperte alle opportunità ed efficaci nella costruzione di soluzioni. Per raggiungere questo obiettivo si è scelto di mettere alla prova le assunzioni emerse su di un campo di studio concreto, la Regione Urbana Milanese (o RUM). Si tratta di uno spazio che sfugge alle delimitazioni istituzionali, ma anche di un ambito fortemente dinamico, dove i fenomeni di regionalizzazione dell’urbano (Balducci & al., 2017) hanno determinato la costruzione di una complessa struttura urbana di scala regionale, nella quale le GSV hanno contribuito alla polarizzazione del territorio e alla sua riconfigurazione in chiave policentrica. La RUM è una porzione significativa della Lombardia, la regione più densamente popolata d’Italia ed il mercato più rilevante per il commercio al dettaglio, sia per il numero che la varietà delle imprese presenti. Al tempo stesso questo territorio è in realtà un laboratorio per gli operatori del settore, dove misurano la loro capacità di innovazione dei formati distributivi e dei canali di vendita, sperimentando nuove proposte e format sia nei contesti urbani densi, che negli ambiti extraurbani.

Centri commerciali extraurbani: Un sistema metropolitano multipolare nella Regione Urbana Milanese

M. Paris
2019-01-01

Abstract

In Italia si definiscono «Grandi Strutture di Vendita (GSV)» gli esercizi commerciali – sia organizzati in forma singola (Punti vendita monomarca) che unitaria (centri commerciali, parchi commerciali e Factory Outlet Center) – che hanno una superficie di vendita superiore ai 2500 mq nei comuni con popolazione superiore ai 10’000 abitanti e superficie di vendita superiore ai 1500 mq nei comuni con popolazione inferiore (v. Decreto legislativo 114/98, art. 4, comma 1, lett. f). Tale definizione identifica in un’unica categoria un sistema articolato ed eterogeneo di strutture che, nei territori in cui sono insediate, hanno impatti e ruoli molto diversi. Negli ultimi anni, diverse ricerche e studi sviluppati nel contesto del Laboratorio URB&COM del Politecnico di Milano [1] (Paris & Limonta, 2019; Paris, 2014; Tamini, 2012) hanno approfondito il tema e provato a costruire nuove categorie interpretative con cui osservare le GSV, definendole in funzione del format proposto, dell’assortimento, della localizzazione, o del loro ruolo nel territorio o dello stato di esercizio dell’attività. Il presente contributo si inserisce nella scia di questi approfondimenti e li aggiorna rispetto alle più recenti evoluzioni che stanno sperimentando tali strutture. Queste letture rappresentano un patrimonio prezioso per comprendere i fenomeni in atto e per costruire scenari. Entrambi questi processi sono alla base dell’elaborazione di strategie ed azioni di governo del territorio attente sia alle necessità dei contesti ai quali si rivolgono sia delle iniziative imprenditoriali del settore commerciale, aperte alle opportunità ed efficaci nella costruzione di soluzioni. Per raggiungere questo obiettivo si è scelto di mettere alla prova le assunzioni emerse su di un campo di studio concreto, la Regione Urbana Milanese (o RUM). Si tratta di uno spazio che sfugge alle delimitazioni istituzionali, ma anche di un ambito fortemente dinamico, dove i fenomeni di regionalizzazione dell’urbano (Balducci & al., 2017) hanno determinato la costruzione di una complessa struttura urbana di scala regionale, nella quale le GSV hanno contribuito alla polarizzazione del territorio e alla sua riconfigurazione in chiave policentrica. La RUM è una porzione significativa della Lombardia, la regione più densamente popolata d’Italia ed il mercato più rilevante per il commercio al dettaglio, sia per il numero che la varietà delle imprese presenti. Al tempo stesso questo territorio è in realtà un laboratorio per gli operatori del settore, dove misurano la loro capacità di innovazione dei formati distributivi e dei canali di vendita, sperimentando nuove proposte e format sia nei contesti urbani densi, che negli ambiti extraurbani.
2019
L’objectif de la contribution est de s’intéresser au grand dynamisme qui affecte les polarités commerciales périurbaines, en décrivant les tendances émergentes (gigantisme, consolidation, intégration et, dans certains cas, crise et déclassement) à commencer par le cas de la Région urbaine de Milan. L’étude de cet exemple met en exergue les rôles des centres commerciaux de banlieue dans la hiérarchie métropolitaine en s’intéressant à leur interaction avec les systèmes commerciaux urbains et, plus généralement, aux impacts socio-économiques et spatiaux de leur présence sur le territoire à différentes échelles (locale, métropolitaine et régionale). En guise de conclusion, l’auteur relève des pistes de réflexion et questions encore ouvertes sur un possible scénario futur où la concurrence entre polarités urbaines et périurbaines s’accentuera de plus en plus alors que les conditions qui ont permis de définir ces systèmes subissent des changements rapides et souvent irréversibles.
In seinem Beitrag beschreibt Mario Paris die grosse Dynamik, welche ausserstädtische Handelszentren erfahren. Am Beispiel der Metropolregion Mailand zeigt er Trends wie Gigantismus, Konsolidierung und Integration auf. Die Analyse dieses Beispiels ergibt, dass die Zentren in der Metropolitanregion verschiedene Rollen besitzen. Für ein umfassendes Verständnis dieser Funktionen ist es wichtig, ihre Interaktion mit dem städtischen Handelssystem zu verstehen ebenso wie ihre sozioökonomischen und räumlichen Auswirkungen auf lokaler und regionaler Ebene zu fassen. Abschliessend wirft der Autor Fragen zu einem Zukunftsszenario auf, in dem sich die Polarität zwischen urbanen und suburbanen Gebieten verschärfen wird.
Shopping Malls
Retail
Regional Governance
Grandi Strutture di vendita
Commercio
Pianificazione regionale
Milano
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11311/1085561
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