Lo spazio del carcere è spesso considerato, nella città come nell’immaginario collettivo, un luogo lontano, da nascondere, circondato da una sorta di sospetto difficile da rimuovere. Maturato a partire dalla conduzione di un Laboratorio di progettazione sul carcere di Bollate (Milano), svolto presso il Politecnico di Milano, il saggio si interroga sul posto e sul ruolo che questo luogo così particolare può assumere nella città. L’ipotesi è che anch’esso debba essere considerato un luogo urbano, e che un suo ripensamento debba coinvolgere molteplici dimensioni: le modalità di accedervi, la definizione di spazi di soglia tra interno ed esterno come dotazioni collettive per la città, la natura complessa del recinto inteso non solo come elemento di separazione, l’esplorazione di forme di abitabilità per certi versi estreme, la possibile articolazione dello spazio aperto compreso dentro le mura. Pensare al carcere come “spazio abitabile” è il tema generale che naturalmente attraversa sia il saggio, sia le esplorazioni progettuali da cui esso trae spunto.

Anche il carcere è un luogo della città

A. Di Franco;L. Consalez;M. Moreno;C. Merlini
2018

Abstract

Lo spazio del carcere è spesso considerato, nella città come nell’immaginario collettivo, un luogo lontano, da nascondere, circondato da una sorta di sospetto difficile da rimuovere. Maturato a partire dalla conduzione di un Laboratorio di progettazione sul carcere di Bollate (Milano), svolto presso il Politecnico di Milano, il saggio si interroga sul posto e sul ruolo che questo luogo così particolare può assumere nella città. L’ipotesi è che anch’esso debba essere considerato un luogo urbano, e che un suo ripensamento debba coinvolgere molteplici dimensioni: le modalità di accedervi, la definizione di spazi di soglia tra interno ed esterno come dotazioni collettive per la città, la natura complessa del recinto inteso non solo come elemento di separazione, l’esplorazione di forme di abitabilità per certi versi estreme, la possibile articolazione dello spazio aperto compreso dentro le mura. Pensare al carcere come “spazio abitabile” è il tema generale che naturalmente attraversa sia il saggio, sia le esplorazioni progettuali da cui esso trae spunto.
La città oltre il muro.Progetti per la seconda casa di reclusione di Milano-Bollate
978-88-916-2489-5
carcere, progetto urbano, abitabilità
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11311/1073436
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