La funzione e la tipologia carceraria hanno necessariamente comportato la creazione di un impianto distributivo rigido, con ambienti di limitata superficie, porte e finestre adeguate alle restrizioni penitenziarie, in riferimento ad una concezione che vedeva nella pena per il recluso una doverosa punizione . Un progetto di riuso consapevole del significato culturale dell’edificio è necessariamente legato alla salvaguardia delle tracce della funzione e della sua storia storia (anche se il luogo evoca una triste condizione dell’uomo), e insieme deve rispondere alle esigenze connesse a una nuova utilizzazione. Pertanto il progetto richiede una particolare attenzione nella scelta per l’inserimento di una nuova destinazione d’uso, adeguata ai requisiti della vita contemporanea ma anche in grado di rispettare, nel modo più adeguato e compatibile, le caratteristiche distributive e funzionali, derivanti dalla preesistente funzione di carcere. Tali caratteristiche ne costituiscono il carattere architettonico specifico, e dunque sono importanti per trasmettere anche attraverso gli spazi della pena, la memoria di un luogo che appartiene alla storia culturale e sociale, oltre che costruttiva, della fabbrica. Se una visione puramente pragmatica, per i vincoli imposti dalla tipologia originaria dell’edificio può inizialmente scoraggiarne il recupero, su un piano culturale e sociologico non si deve dimenticare che tale costruzione costituisce un documento di vita e di storia materiale, scritta da chi vi è stato rinchiuso e ne ha vissuto gli spazi. I regolamenti carcerari, le testimonianze lasciate dagli stessi detenuti sulle pareti delle celle rinviano ad epoche molto diverse dalla nostra, a concezioni di vita che sono un prezioso argomento di studio per la moderna sociologia, senza dimenticare che da un punto di vista strutturale questi manufatti.

Conservazione e riuso di antiche carceri dismesse. Temi e problemi.

S. Pesenti
2020-01-01

Abstract

La funzione e la tipologia carceraria hanno necessariamente comportato la creazione di un impianto distributivo rigido, con ambienti di limitata superficie, porte e finestre adeguate alle restrizioni penitenziarie, in riferimento ad una concezione che vedeva nella pena per il recluso una doverosa punizione . Un progetto di riuso consapevole del significato culturale dell’edificio è necessariamente legato alla salvaguardia delle tracce della funzione e della sua storia storia (anche se il luogo evoca una triste condizione dell’uomo), e insieme deve rispondere alle esigenze connesse a una nuova utilizzazione. Pertanto il progetto richiede una particolare attenzione nella scelta per l’inserimento di una nuova destinazione d’uso, adeguata ai requisiti della vita contemporanea ma anche in grado di rispettare, nel modo più adeguato e compatibile, le caratteristiche distributive e funzionali, derivanti dalla preesistente funzione di carcere. Tali caratteristiche ne costituiscono il carattere architettonico specifico, e dunque sono importanti per trasmettere anche attraverso gli spazi della pena, la memoria di un luogo che appartiene alla storia culturale e sociale, oltre che costruttiva, della fabbrica. Se una visione puramente pragmatica, per i vincoli imposti dalla tipologia originaria dell’edificio può inizialmente scoraggiarne il recupero, su un piano culturale e sociologico non si deve dimenticare che tale costruzione costituisce un documento di vita e di storia materiale, scritta da chi vi è stato rinchiuso e ne ha vissuto gli spazi. I regolamenti carcerari, le testimonianze lasciate dagli stessi detenuti sulle pareti delle celle rinviano ad epoche molto diverse dalla nostra, a concezioni di vita che sono un prezioso argomento di studio per la moderna sociologia, senza dimenticare che da un punto di vista strutturale questi manufatti.
Restauro. Conoscenza, Progetto, Cantiere, Gestione (sez.. 3.2 a c. di R. Picone, G. Mirabella Roberti)
9788854910164
Busto Arsizio (Va), former prison, reuse.
Busto Arsizio (Va) ex prigione, riuso
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