The complexity of the landscape lies in the sedimentation of all the transformations that occurred over time and their related sensory and social perceptions: it is often difficult for a wide audience to full understand its intricacy and multi-layered nature, though it unconsciously senses its value and appreciates its aspect. What we observe in a landscape is not always easy to connect to the changes undergone over the years, to their historical significance, and the visual, spatial, functional and symbolic relationships that link together its constituent elements. Nonetheless, it is hard to realise the real intentions of the people that determined it. The “landscape map” is defined in the Italian ecomuseums strategy document as an opportunity to create “cultural facts” transposed in the territory and made accessible to all, and it is often adopted by museums and ecomuseums. The landscape map is more and more frequently interpreted as a decoding tool of the landscape complexity, and an instrument of knowledge able to perform, beyond a tourist-recreational function, a cultural purpose; it can be also a means for unveiling the system of elements, meanings and values ascribed and attributed to the landscapes in which we dwell. It is, therefore, a consciousness-raising tool for both the proponents and the users, and a motive for safeguard actions towards even minor landscape assets, whose significance is enhanced by the inclusion in a larger and recognized system. The paper illustrates, through a selection of research and design experiences, solutions developed for a simple and effective communication, and the transmission of the peculiar cultural contents of a place. Moreover, it investigates the dynamics of the construction of territorial maps, graphic rendering experimentations, the spreading channels and the territorial impact; the case studies presented are projects conducted by the authors as members of a research team at the Politecnico di Milano.

La complessità del paesaggio, sedimentazione delle trasformazioni avvenute nel tempo e delle relative percezioni sensoriali e sociali, rende spesso difficile la comprensione della sua stratificazione ad un pubblico vasto che pure lo fruisce in maniera talvolta inconsapevole. Ciò che si osserva in un paesaggio non è sempre facilmente collegabile alle trasformazioni che esso ha subito nel tempo, ai suoi significati storici, alle relazioni visive, spaziali, funzionali e simboliche che legano gli elementi tra loro, alle intenzioni che lo hanno prodotto ed al suo “funzionamento”, storico e contemporaneo. La “mappa di paesaggio”, definita nel documento strategico italiano sugli ecomusei come opportunità per creare “fatti culturali” trasposti sul territorio e resi accessibili a tutti, e che spesso accompagna istituzioni museali ed eco-museali, è sempre più frequentemente, strumento di decodifica di tale complessità, mezzo di conoscenza in grado di assolvere, assieme alla funzione turistico-ricreativa, una funzione culturale, di svelamento di quel sistema di elementi, significati e valori attribuiti e ascrivibili ai paesaggi che viviamo. È spesso, quindi, strumento di sensibilizzazione sia dei proponenti che degli utenti finali e mezzo in grado di innescare azioni di salvaguardia nei confronti di beni paesaggistici, anche minori, il cui significato è valorizzato dall’appartenenza ad un sistema più ampio e riconosciuto. Il contributo illustra, attraverso alcune esperienze di ricerca e progetto, le modalità messe in campo per una comunicazione e trasmissione semplice ed efficace dei contenuti culturali di un luogo. Indaga, inoltre, le dinamiche di costruzione, le sperimentazioni grafiche, i canali di diffusione e l’impatto territoriale delle mappe; i casi studio presentati sono progetti condotti dagli autori in qualità di membri di gruppi di ricerca del Politecnico di Milano.

Maps: Knowledge and Management Tools for the Cultural Heritage

Cristina Federica Colombo;Raffaella Laviscio;Paola Branduini
2017

Abstract

La complessità del paesaggio, sedimentazione delle trasformazioni avvenute nel tempo e delle relative percezioni sensoriali e sociali, rende spesso difficile la comprensione della sua stratificazione ad un pubblico vasto che pure lo fruisce in maniera talvolta inconsapevole. Ciò che si osserva in un paesaggio non è sempre facilmente collegabile alle trasformazioni che esso ha subito nel tempo, ai suoi significati storici, alle relazioni visive, spaziali, funzionali e simboliche che legano gli elementi tra loro, alle intenzioni che lo hanno prodotto ed al suo “funzionamento”, storico e contemporaneo. La “mappa di paesaggio”, definita nel documento strategico italiano sugli ecomusei come opportunità per creare “fatti culturali” trasposti sul territorio e resi accessibili a tutti, e che spesso accompagna istituzioni museali ed eco-museali, è sempre più frequentemente, strumento di decodifica di tale complessità, mezzo di conoscenza in grado di assolvere, assieme alla funzione turistico-ricreativa, una funzione culturale, di svelamento di quel sistema di elementi, significati e valori attribuiti e ascrivibili ai paesaggi che viviamo. È spesso, quindi, strumento di sensibilizzazione sia dei proponenti che degli utenti finali e mezzo in grado di innescare azioni di salvaguardia nei confronti di beni paesaggistici, anche minori, il cui significato è valorizzato dall’appartenenza ad un sistema più ampio e riconosciuto. Il contributo illustra, attraverso alcune esperienze di ricerca e progetto, le modalità messe in campo per una comunicazione e trasmissione semplice ed efficace dei contenuti culturali di un luogo. Indaga, inoltre, le dinamiche di costruzione, le sperimentazioni grafiche, i canali di diffusione e l’impatto territoriale delle mappe; i casi studio presentati sono progetti condotti dagli autori in qualità di membri di gruppi di ricerca del Politecnico di Milano.
Ecomuseums and cultural landscapes. State of the art and future prospects
9788891624956
9788891624963
The complexity of the landscape lies in the sedimentation of all the transformations that occurred over time and their related sensory and social perceptions: it is often difficult for a wide audience to full understand its intricacy and multi-layered nature, though it unconsciously senses its value and appreciates its aspect. What we observe in a landscape is not always easy to connect to the changes undergone over the years, to their historical significance, and the visual, spatial, functional and symbolic relationships that link together its constituent elements. Nonetheless, it is hard to realise the real intentions of the people that determined it. The “landscape map” is defined in the Italian ecomuseums strategy document as an opportunity to create “cultural facts” transposed in the territory and made accessible to all, and it is often adopted by museums and ecomuseums. The landscape map is more and more frequently interpreted as a decoding tool of the landscape complexity, and an instrument of knowledge able to perform, beyond a tourist-recreational function, a cultural purpose; it can be also a means for unveiling the system of elements, meanings and values ascribed and attributed to the landscapes in which we dwell. It is, therefore, a consciousness-raising tool for both the proponents and the users, and a motive for safeguard actions towards even minor landscape assets, whose significance is enhanced by the inclusion in a larger and recognized system. The paper illustrates, through a selection of research and design experiences, solutions developed for a simple and effective communication, and the transmission of the peculiar cultural contents of a place. Moreover, it investigates the dynamics of the construction of territorial maps, graphic rendering experimentations, the spreading channels and the territorial impact; the case studies presented are projects conducted by the authors as members of a research team at the Politecnico di Milano.
landscape maps
participatory planning
tangible and intangible heritage
cultural heritage
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