Sintesi della Relazione di progetto: In coerenza con gli orientamenti del bando, tesi a definire “...un processo di intervento in grado di supportare, nel lungo periodo, tutte le operazioni necessarie al successo della trasformazione”, Il progetto assume come elementi centrali per l’impostazione dell’impianto: a. Le preesistenze storico-architettoniche-ambientali presenti nell’area; b. La presenza di spazi aperti significativi all’interno e nell’immediato intorno; c. La consistenza degli apparati infrastrutturali a differenti scale di intervento. OBIETTIVI: • 1.Ritornare al luogo : Persistenze e variazioni • 2. Definire il nuovo landscape unitario: Locale e globale • 3.Conferire qualità formale a tutte le componenti : Identità e differenze STRATEGIE Per raggiungere tali obiettivi, il progetto adotta le seguenti strategie: A- La strategia della ‘contaminazione’ Il Ri-uso dell’esistente B - La strategia della progressione Un ‘processo’ incrementale C- La strategia dell’ “interazione” Un procedimento relazionale AZIONI A partire dalle strategie sopra esposte, il progetto procede così alla individuazione di ‘AZIONI’ specifiche, ponendo grande attenzione alle richieste emerse dallo studio sulla ‘progettazione partecipata’. In questa prospettiva individua alcuni temi specifici (in rapporto alle funzioni proposte), che costituiscono i riferimenti principali per l’individuazione delle azioni stesse. Il progetto si propone pertanto di operare un intervento di trasformazione dell’area non tanto in termini di periferia da rinnovare, ma come potenziale ‘centralità’ da riconoscere entro sistemi urbani in grande trasformazione. In questo senso e superando una visione urbana radiocentrica, Bovisa può essere riconosciuta oggi come una importante ‘sezione’ generatrice lungo l’asse reale/virtuale definito dalla sequenza Expo, Fiera, Porta Nuova, Piazza della Repubblica, piazzale Susa, determinando di fatto le premesse per la costruzione di un nuovo assetto morfologico di natura multipolare, con baricentro nel rinnovato nodo Porta Nuova-Garibaldi. A partire dalla figura regolatrice della ‘turbina’, il progetto si è posto pertanto l’obiettivo di fissare le sezioni portanti del nuovo disegno dinamico sulle tracce dei vettori concorrenti dai 4 quadranti al baricentro virtuale (la nuova piazza), in modo da innervare l’intera superficie rendendola tridimensionale. Come uno scenario formato da grandi ‘quinte’ urbane, costituite secondo sequenze differenziali a densificazione crescente, il disegno procede dal naturale (bordo esterno) all’artificiale (la fascia dedicata al campus) delineando una sequenza di ‘strips’ in grado di diventare le nervature portanti del sistema. L’insieme di tali quinte viene a comporre il disegno complessivo di un grande parco unitario formato da una sequenza di intervalli-corridoio verdi compresi tra i filari già esistenti, così da presentare un alto diaframma arboreo sul bordo esterno ferroviario e un sistema di moduli leggeri a traliccio verso l’interno, che si addensa in prossimità dei fabbricati preesistenti, recuperati ad ospitare nuove funzioni . - Le relazioni con il contesto vengono in questo modo garantite dalla nuova ‘permeabilità definita dalla progressiva ‘smaterializzazione’ del muro preesistente disposto lungo il ‘ring ferroviario’ secondo una successione ritmata di ‘portali’ attrezzati a sostenere/contenere in progressione l’apparato infrastrutturale esistente (strada e ferrovia) e nuovo (tracciato tranviario e pista ciclabile). OUTSIDE Il principio insediativo La ‘sezione’ in questo caso viene adottata non solo come strumento di ricomposizione dei due versanti, ma come elemento strategico per ritrovare un nuovo principio insediativo che, lavorando per ‘tagli’, da un lato mette in stretta relazione i due versanti secondo ‘sezioni trasversali generatrici’, dall’altro individua una successione di ‘intervalli’ ‘distanziatori’, capaci di restituire al suolo il ruolo di autentico ‘connettivo urbano’. Ogni sezione definisce la soglia significativa della transizione tra interno ed esterno e lavora differenti scale relazionali: -alla scala locale, la sezione individuata dal ponte abitato contenente spazi espositivi e sportivi, che diviene importante asse di correlazione tra le due parti, connettendo i doppi versanti a partire da nodi strategici (l’area gasometri all’interno del parco, l’area delle ‘residenze’ speciali all’esterno; -alla scala territoriale, la sezione interferente la nuova stazione, che non solo definisce le soglie d’accesso ai due versanti, ma individua un nodo strategico di connessione alla grande scala; -alla scala urbana, la sezione lungo il cavalcavia Bacula, che viene coinvolto direttamente nel nuovo disegno a sud dell’area di progetto, mettendo in relazione, alla quota del terreno, lo spazio commerciale con il nuovo parco di piazzale Lugano. I quattro paesaggi: 1 | il paesaggio della memoria e della stratificazione, che opera secondo un principio di rigenerazione dei luoghi, recuperando da un lato alcuni edifici notevoli esistenti , dall’altro coinvolgendoli in un principio costruttivo incrementale nuovo; 2 | il paesaggio della creatività e della produzione, che opta per l’innovazione funzionale dell’area, in rapporto alle nuove richieste del quartiere; 3 | il paesaggio della conoscenza e dell’ innovazione, che orienta l’attenzione soprattutto sui nuovi luoghi del sapere e della conoscenza, in virtù di un rapporto molto stretto tra ricerca e impresa; 4 | il paesaggio dell’energia e della sostenibilità , che opta per una soluzione sostenibile sia dal punto di vista fisico-spaziale, che dal punto di vista sociale e infrastrutturale. UN NUOVO MODELLO ENERGETICO Il progetto opta per il risparmio energetico e promuove la produzione di energia da fonti rinnovabili, individuando un set di tecnologie sia convenzionali che innovative adatte al contesto considerato. Il geotermico, che contribuirà alla purificazione dell’acqua di falda, integrando sistemi di trattamento per la rimozione di idrocarburi volatili. La produzione di energia da biomasse, per la quale si sono ipotizzate soluzioni di phytoremediation e di coltivazione di energy crops, inserita in una filiera costante di monitoraggio in sito della contaminazione delle stesse biomasse controllato dal laboratorio previsto nel campus. La produzione fotovoltaica, la cui superficie utile (messa a disposizione per i pannelli fotovoltaici) è di oltre 35.000 mq. Tale superficie è in grado di fornire quasi 7.000 MWhel/anno, ovvero il 31% del fabbisogno elettrico delle porzioni servite ad esclusione delle superfici con destinazione commerciale. Considerando l’ingente flusso pedonale, si pensa inoltre di dotare i varchi particolarmente frequentati di dispositivi che, sollecitati dal peso dei passanti, generino elettricità che possa essere immagazzinata in una batteria usata per contribuire all’illuminazione, ricaricare piccoli dispositivi (cellulari, laptop…) e per alimentare le bici elettriche.

Oltre Bovisa. Paesaggi in movimento

BERTELLI, GUYA GRAZIA MARIA;MEI, PASQUALE;GARCIA VAZQUEZ, CARLOS GABRIEL;STAFFANS, AIJA KATARIINA;GATTO, MARINO;CASCINI, GAETANO;CONSONNI, STEFANO;PETRILLO, AGOSTINO;SONA, GIOVANNA;POLETTI, ANGELA;FACCHINETTI, MARCO;UGOLINI, MICHELE;DUBOIS, HERVE';TENEZ YBERN, VICTOR;VANETTI, DARIO;RODA, MICHELE;BRACCHI, PAOLA;BOZZOLA, MARCO;FONTANA, GIOVANNA;NASH, ROY
2017

Abstract

Sintesi della Relazione di progetto: In coerenza con gli orientamenti del bando, tesi a definire “...un processo di intervento in grado di supportare, nel lungo periodo, tutte le operazioni necessarie al successo della trasformazione”, Il progetto assume come elementi centrali per l’impostazione dell’impianto: a. Le preesistenze storico-architettoniche-ambientali presenti nell’area; b. La presenza di spazi aperti significativi all’interno e nell’immediato intorno; c. La consistenza degli apparati infrastrutturali a differenti scale di intervento. OBIETTIVI: • 1.Ritornare al luogo : Persistenze e variazioni • 2. Definire il nuovo landscape unitario: Locale e globale • 3.Conferire qualità formale a tutte le componenti : Identità e differenze STRATEGIE Per raggiungere tali obiettivi, il progetto adotta le seguenti strategie: A- La strategia della ‘contaminazione’ Il Ri-uso dell’esistente B - La strategia della progressione Un ‘processo’ incrementale C- La strategia dell’ “interazione” Un procedimento relazionale AZIONI A partire dalle strategie sopra esposte, il progetto procede così alla individuazione di ‘AZIONI’ specifiche, ponendo grande attenzione alle richieste emerse dallo studio sulla ‘progettazione partecipata’. In questa prospettiva individua alcuni temi specifici (in rapporto alle funzioni proposte), che costituiscono i riferimenti principali per l’individuazione delle azioni stesse. Il progetto si propone pertanto di operare un intervento di trasformazione dell’area non tanto in termini di periferia da rinnovare, ma come potenziale ‘centralità’ da riconoscere entro sistemi urbani in grande trasformazione. In questo senso e superando una visione urbana radiocentrica, Bovisa può essere riconosciuta oggi come una importante ‘sezione’ generatrice lungo l’asse reale/virtuale definito dalla sequenza Expo, Fiera, Porta Nuova, Piazza della Repubblica, piazzale Susa, determinando di fatto le premesse per la costruzione di un nuovo assetto morfologico di natura multipolare, con baricentro nel rinnovato nodo Porta Nuova-Garibaldi. A partire dalla figura regolatrice della ‘turbina’, il progetto si è posto pertanto l’obiettivo di fissare le sezioni portanti del nuovo disegno dinamico sulle tracce dei vettori concorrenti dai 4 quadranti al baricentro virtuale (la nuova piazza), in modo da innervare l’intera superficie rendendola tridimensionale. Come uno scenario formato da grandi ‘quinte’ urbane, costituite secondo sequenze differenziali a densificazione crescente, il disegno procede dal naturale (bordo esterno) all’artificiale (la fascia dedicata al campus) delineando una sequenza di ‘strips’ in grado di diventare le nervature portanti del sistema. L’insieme di tali quinte viene a comporre il disegno complessivo di un grande parco unitario formato da una sequenza di intervalli-corridoio verdi compresi tra i filari già esistenti, così da presentare un alto diaframma arboreo sul bordo esterno ferroviario e un sistema di moduli leggeri a traliccio verso l’interno, che si addensa in prossimità dei fabbricati preesistenti, recuperati ad ospitare nuove funzioni . - Le relazioni con il contesto vengono in questo modo garantite dalla nuova ‘permeabilità definita dalla progressiva ‘smaterializzazione’ del muro preesistente disposto lungo il ‘ring ferroviario’ secondo una successione ritmata di ‘portali’ attrezzati a sostenere/contenere in progressione l’apparato infrastrutturale esistente (strada e ferrovia) e nuovo (tracciato tranviario e pista ciclabile). OUTSIDE Il principio insediativo La ‘sezione’ in questo caso viene adottata non solo come strumento di ricomposizione dei due versanti, ma come elemento strategico per ritrovare un nuovo principio insediativo che, lavorando per ‘tagli’, da un lato mette in stretta relazione i due versanti secondo ‘sezioni trasversali generatrici’, dall’altro individua una successione di ‘intervalli’ ‘distanziatori’, capaci di restituire al suolo il ruolo di autentico ‘connettivo urbano’. Ogni sezione definisce la soglia significativa della transizione tra interno ed esterno e lavora differenti scale relazionali: -alla scala locale, la sezione individuata dal ponte abitato contenente spazi espositivi e sportivi, che diviene importante asse di correlazione tra le due parti, connettendo i doppi versanti a partire da nodi strategici (l’area gasometri all’interno del parco, l’area delle ‘residenze’ speciali all’esterno; -alla scala territoriale, la sezione interferente la nuova stazione, che non solo definisce le soglie d’accesso ai due versanti, ma individua un nodo strategico di connessione alla grande scala; -alla scala urbana, la sezione lungo il cavalcavia Bacula, che viene coinvolto direttamente nel nuovo disegno a sud dell’area di progetto, mettendo in relazione, alla quota del terreno, lo spazio commerciale con il nuovo parco di piazzale Lugano. I quattro paesaggi: 1 | il paesaggio della memoria e della stratificazione, che opera secondo un principio di rigenerazione dei luoghi, recuperando da un lato alcuni edifici notevoli esistenti , dall’altro coinvolgendoli in un principio costruttivo incrementale nuovo; 2 | il paesaggio della creatività e della produzione, che opta per l’innovazione funzionale dell’area, in rapporto alle nuove richieste del quartiere; 3 | il paesaggio della conoscenza e dell’ innovazione, che orienta l’attenzione soprattutto sui nuovi luoghi del sapere e della conoscenza, in virtù di un rapporto molto stretto tra ricerca e impresa; 4 | il paesaggio dell’energia e della sostenibilità , che opta per una soluzione sostenibile sia dal punto di vista fisico-spaziale, che dal punto di vista sociale e infrastrutturale. UN NUOVO MODELLO ENERGETICO Il progetto opta per il risparmio energetico e promuove la produzione di energia da fonti rinnovabili, individuando un set di tecnologie sia convenzionali che innovative adatte al contesto considerato. Il geotermico, che contribuirà alla purificazione dell’acqua di falda, integrando sistemi di trattamento per la rimozione di idrocarburi volatili. La produzione di energia da biomasse, per la quale si sono ipotizzate soluzioni di phytoremediation e di coltivazione di energy crops, inserita in una filiera costante di monitoraggio in sito della contaminazione delle stesse biomasse controllato dal laboratorio previsto nel campus. La produzione fotovoltaica, la cui superficie utile (messa a disposizione per i pannelli fotovoltaici) è di oltre 35.000 mq. Tale superficie è in grado di fornire quasi 7.000 MWhel/anno, ovvero il 31% del fabbisogno elettrico delle porzioni servite ad esclusione delle superfici con destinazione commerciale. Considerando l’ingente flusso pedonale, si pensa inoltre di dotare i varchi particolarmente frequentati di dispositivi che, sollecitati dal peso dei passanti, generino elettricità che possa essere immagazzinata in una batteria usata per contribuire all’illuminazione, ricaricare piccoli dispositivi (cellulari, laptop…) e per alimentare le bici elettriche.
978-88-916-2093-4
ricerca, parco scientifico tecnologico, progetto, innovazione, paesaggio, strategia, azione, innovazione
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