Per il concorso la “Città Verde” di Mosca del 1929 - bandito dai sindacati – erano stati identificati come temi chiave del riposo di massa per una società operaia socialista due aspetti: “accessibilità ai luoghi di vacanza” e la “natura speciale delle attrezzature per il riposo”. In merito al primo aspetto – il trasporto di massa - a Mosca era già stato sperimentato un sistema di recapito ai sobborghi da sempre utilizzati dai moscoviti per il riposo infrasettimanale basato su un tracciato ferroviario anulare di raccordo tra le radiali e costruito sia per uso industriale e logistico che per uso turistico. E’ la circonvallazione ferroviaria di Mosca del 1903-08 le cui stazioni e attrezzature furono accuratamente progettate per assolvere a questo doppio scopo: funzionali ma anche ospitali al passeggero e ben inserite nei contesti paesaggistici dei boschi e campagne intorno alla città. In merito al secondo aspetto – il tipo di attrezzatura – vale la pena ricordare che il tema del concorso fu sollevato da una campagna giornalistica che denunciava i privilegi di pochi che potevano permettersi una dacia fuori città e la difficoltà di garantire alla massa dei lavoratori, non tanto la dacia come oggetto fisico, ma la dacia come momento di comunione con la natura. I quattro progetti presentati dagli architetti invitati al concorso affrontarono, ciascuno con diversa enfasi rispetto ai due temi chiavi del “trasporto e del viaggio” e del “tipo di attrezzatura ricreativa” , una serie di soluzioni per la forma della città del riposo definita da un determinato tipo di maglia trasportistica e per tipi di residenza temporanea, questi ultimi disaggregati in edifici per il sonno e strutture per il soggiorno climatico. Il nostro intervento prende in esame secondo questo schema nelle diverse proposte di D. Fridman, M. Ginzburg, N. Ladovskij, K. Mel’nikov.

Né dace, né bungalow, né alberghi. Forme di città e tipi architettonici per l’insediamento del riposo al concorso “La Città Verde” di Mosca del 1929

Meriggi Maurizio
2017

Abstract

Per il concorso la “Città Verde” di Mosca del 1929 - bandito dai sindacati – erano stati identificati come temi chiave del riposo di massa per una società operaia socialista due aspetti: “accessibilità ai luoghi di vacanza” e la “natura speciale delle attrezzature per il riposo”. In merito al primo aspetto – il trasporto di massa - a Mosca era già stato sperimentato un sistema di recapito ai sobborghi da sempre utilizzati dai moscoviti per il riposo infrasettimanale basato su un tracciato ferroviario anulare di raccordo tra le radiali e costruito sia per uso industriale e logistico che per uso turistico. E’ la circonvallazione ferroviaria di Mosca del 1903-08 le cui stazioni e attrezzature furono accuratamente progettate per assolvere a questo doppio scopo: funzionali ma anche ospitali al passeggero e ben inserite nei contesti paesaggistici dei boschi e campagne intorno alla città. In merito al secondo aspetto – il tipo di attrezzatura – vale la pena ricordare che il tema del concorso fu sollevato da una campagna giornalistica che denunciava i privilegi di pochi che potevano permettersi una dacia fuori città e la difficoltà di garantire alla massa dei lavoratori, non tanto la dacia come oggetto fisico, ma la dacia come momento di comunione con la natura. I quattro progetti presentati dagli architetti invitati al concorso affrontarono, ciascuno con diversa enfasi rispetto ai due temi chiavi del “trasporto e del viaggio” e del “tipo di attrezzatura ricreativa” , una serie di soluzioni per la forma della città del riposo definita da un determinato tipo di maglia trasportistica e per tipi di residenza temporanea, questi ultimi disaggregati in edifici per il sonno e strutture per il soggiorno climatico. Il nostro intervento prende in esame secondo questo schema nelle diverse proposte di D. Fridman, M. Ginzburg, N. Ladovskij, K. Mel’nikov.
La città, il viaggio, il turismo. Percezione, produzione e trasformazione
978-88-99930-02-8
insediamento turistico, cultura russa, ingegneria dei trasporti
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