Nel dopoguerra il panorama italiano relativo agli studi e all’uso della prefabbricazione nel processo edilizio si presenta articolato e sfaccettato. Dopo un dibattito iniziale caratterizzato da toni polemici sulla questione della prefabbricazione e serialità, accusata di compromettere la libertà compositiva dell’architettura, nel dopoguerra si registrano numerosi studi sul tema, accompagnati da un ampio uso di elementi prefabbricati. Le sperimentazioni italiane concentrano la loro attenzione prevalentemente sulla prefabbricazione della struttura portante, in particolare quella in calcestruzzo armato, dal momento che l’uso di sistemi in acciaio, a parte rari casi di edilizia scolastica, non prenderà mai piede e registrerà continue ostilità. Negli anni Cinquanta il quadro politico ed economico contribuirà a limitare lo sviluppo di queste ricerche che, salvo rari casi, non andranno mai oltre la fase di sperimentazione, ma le necessità della ricostruzione impongono molte delle istanze presenti nel concetto di “prefabbricazione” come la riduzione dei tempi di costruzione, dei costi e dell’incidenza della manodopera sul costo finale. Si decide quindi di ricorrere a sistemi francesi di prefabbricazione “pesante”.

LA PREFABBRICAZIONE IN ITALIA NEL SECONDO DOPOGUERRA TRA QUARTIERI POPOLARI ED INDUSTRIAL DESIGNERS

ALBANI, FRANCESCA LUCIA MARIA
2016-01-01

Abstract

Nel dopoguerra il panorama italiano relativo agli studi e all’uso della prefabbricazione nel processo edilizio si presenta articolato e sfaccettato. Dopo un dibattito iniziale caratterizzato da toni polemici sulla questione della prefabbricazione e serialità, accusata di compromettere la libertà compositiva dell’architettura, nel dopoguerra si registrano numerosi studi sul tema, accompagnati da un ampio uso di elementi prefabbricati. Le sperimentazioni italiane concentrano la loro attenzione prevalentemente sulla prefabbricazione della struttura portante, in particolare quella in calcestruzzo armato, dal momento che l’uso di sistemi in acciaio, a parte rari casi di edilizia scolastica, non prenderà mai piede e registrerà continue ostilità. Negli anni Cinquanta il quadro politico ed economico contribuirà a limitare lo sviluppo di queste ricerche che, salvo rari casi, non andranno mai oltre la fase di sperimentazione, ma le necessità della ricostruzione impongono molte delle istanze presenti nel concetto di “prefabbricazione” come la riduzione dei tempi di costruzione, dei costi e dell’incidenza della manodopera sul costo finale. Si decide quindi di ricorrere a sistemi francesi di prefabbricazione “pesante”.
XXth century cultural heritage, prefabrication, Italy, preservation, reuse
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