Le texture compongono intrecci sulle superfici con regole ricorsive, come forme di scrittura non alfabetiche. Sono espressioni culturali e artistiche diffuse e variegate, trasversali alla storia delle civiltà. La loro trama è costituita da segni reiterati secondo una sorta di “design combinatorio” che consente sempre variazioni compositive; sono traduzioni percettive da una configurazione all’altra, tra supporti e materiali diversi. Charles S. Peirce non considera il segno un semplice rinvio verso qualche cosa d’altro, osservando che un segno, per propria natura, contiene in se stesso molti significati legati tra loro da regole linguistiche; egli afferma che il significato di un segno è il segno in cui verrà tradotto. Texture design, dunque, come “design di traduzione” e di trasposizione. Per Calvino le parole collegano le tracce visibili di cose invisibili; così le trasposizioni tra segni e tra superfici rigenerano molteplici significati - in particolare percettivi -, mentre tessono il filo conduttore delle identità cromatiche, formali e simboliche, da una texture a un’altra. Il texture design rivela dunque una propria struttura narrativa linguistica, in cui le relazioni di senso sono riconducibili ai diversi passaggi traduttivi. Si identifica quindi come “de-costruzione”, usando il prefisso latino nella funzione intensiva, per la pluralità dei significati percettivi insiti nella configurazioni seriali.

Texture e Testo. Un processo traduttivo

CALABI, DANIELA ANNA
2016

Abstract

Le texture compongono intrecci sulle superfici con regole ricorsive, come forme di scrittura non alfabetiche. Sono espressioni culturali e artistiche diffuse e variegate, trasversali alla storia delle civiltà. La loro trama è costituita da segni reiterati secondo una sorta di “design combinatorio” che consente sempre variazioni compositive; sono traduzioni percettive da una configurazione all’altra, tra supporti e materiali diversi. Charles S. Peirce non considera il segno un semplice rinvio verso qualche cosa d’altro, osservando che un segno, per propria natura, contiene in se stesso molti significati legati tra loro da regole linguistiche; egli afferma che il significato di un segno è il segno in cui verrà tradotto. Texture design, dunque, come “design di traduzione” e di trasposizione. Per Calvino le parole collegano le tracce visibili di cose invisibili; così le trasposizioni tra segni e tra superfici rigenerano molteplici significati - in particolare percettivi -, mentre tessono il filo conduttore delle identità cromatiche, formali e simboliche, da una texture a un’altra. Il texture design rivela dunque una propria struttura narrativa linguistica, in cui le relazioni di senso sono riconducibili ai diversi passaggi traduttivi. Si identifica quindi come “de-costruzione”, usando il prefisso latino nella funzione intensiva, per la pluralità dei significati percettivi insiti nella configurazioni seriali.
Design è traduzione. Il paradigma traduttivo per la cultura del progetto
978-88-917-4426-5
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