Il Mediterraneo è sempre stato considerato un’area di intensi scambi politici, economici e culturali, ma nell’ultimo decennio è diventato anche luogo di intensi flussi migratori dal Nordafrica verso l’Europa. L’immigrazione illegale via mare ha ormai assunto una dimensione tale che nei soli primi due mesi del 2016 oltre 110.000 migranti hanno attraversato il Mediterraneo (fonte: UNHCR). Alla luce di questi numeri, in continua crescita, le istituzioni europee stanno cercando nuove soluzioni per rafforzare il monitoraggio dei confini esterni dell’Unione Europea. Tale operazione, che coinvolge un’area geografica molto estesa, risulta però complessa e costosa se svolta solamente con i mezzi tradizionali (radar di terra, mezzi aerei e navali). In questo contesto, il progetto Space Shepherd cofinanziato dal Politecnico di Milano nell’ambito del programma Polisocial Award, si è occupato dello studio di fattibilità di un sistema integrato ottico-radar per l’individuazione, il monitoraggio e il tracciamento d’imbarcazioni sconosciute in navigazione nel Mar Mediterraneo utilizzando asset speziali già esistenti (Topputo et al., 2015b). L’utilizzo congiunto d’immagini ottiche e radar è in grado di garantire un’osservazione continua e non dipendente dalle condizioni atmosferiche o di illuminazione e una complementarietà in termini di copertura geografica e dettaglio geometrico.

Monitoraggio dei flussi migratori nel Mar Mediterraneo con satelliti ottici e SAR

GIANINETTO, MARCO;AIELLO, MARTINA;MARCHESI, ANDREA
2016-01-01

Abstract

Il Mediterraneo è sempre stato considerato un’area di intensi scambi politici, economici e culturali, ma nell’ultimo decennio è diventato anche luogo di intensi flussi migratori dal Nordafrica verso l’Europa. L’immigrazione illegale via mare ha ormai assunto una dimensione tale che nei soli primi due mesi del 2016 oltre 110.000 migranti hanno attraversato il Mediterraneo (fonte: UNHCR). Alla luce di questi numeri, in continua crescita, le istituzioni europee stanno cercando nuove soluzioni per rafforzare il monitoraggio dei confini esterni dell’Unione Europea. Tale operazione, che coinvolge un’area geografica molto estesa, risulta però complessa e costosa se svolta solamente con i mezzi tradizionali (radar di terra, mezzi aerei e navali). In questo contesto, il progetto Space Shepherd cofinanziato dal Politecnico di Milano nell’ambito del programma Polisocial Award, si è occupato dello studio di fattibilità di un sistema integrato ottico-radar per l’individuazione, il monitoraggio e il tracciamento d’imbarcazioni sconosciute in navigazione nel Mar Mediterraneo utilizzando asset speziali già esistenti (Topputo et al., 2015b). L’utilizzo congiunto d’immagini ottiche e radar è in grado di garantire un’osservazione continua e non dipendente dalle condizioni atmosferiche o di illuminazione e una complementarietà in termini di copertura geografica e dettaglio geometrico.
Atti della VIII Conferenza Nazionale AIT
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